Annalisa debutto trionfale al PalaSele tra fuoco e metamorfosi
Annalisa ha incantato per la prima volta il pubblico del PalaSele di Eboli: una tappa straordinaria del suo tour “Ma NOI siamo Fuoco”
Per la prima volta in carriera, Annalisa accende il PalaSele di Eboli e lo fa con uno spettacolo monumentale, visionario, curato nei minimi dettagli. Un debutto che sa di consacrazione: scenografie titaniche, un racconto in tre sogni, coreografie ipnotiche e una scaletta capace di attraversare quindici anni di musica, trasformazioni ed evoluzioni.
L’inizio è da brividi: sul palco si muove il corpo di ballo avvolto in sudari, come spiriti rituali che introducono un mondo nuovo. Il pubblico alza lo sguardo e appare Annalisa, sospesa in aria, chioma rossa che brilla come una fiamma, avvolta in un completo nero tempestato di lustrini. Un’apparizione che cattura lo sguardo e anticipa il tema centrale dello show: la metamorfosi.
Sul palco campeggia un vulcano stilizzato, vero e proprio totem dell’intero live. È uno stargate, un portale attraverso cui l’artista entra ed esce cambiando forma, energia, racconto. Dietro di lei, visual elaboratissimi, laser, particelle luminose, fumo e proiezioni tridimensionali trasformano il PalaSele in un universo multisensoriale. Tutto è cronometrato alla perfezione: cambi d’abito, sezioni strumentali, momenti più teatrali. Annalisa pesca generosamente dai nove album pubblicati negli ultimi quindici anni, costruendo un viaggio artistico che non concede mai pause.
Parte Dipende e il palazzetto esplode: è subito festa, subito fuoco. A ritmo serrato arrivano Ragazza sola e la carica di Bye Bye. Poi un primo cambio d’abito e un’altra esplosione pop: Bollicine, Nuda, Eva+Eva, Movimento lento. È un crescendo che chiude con Avvelenata e Delusa, a sigillare la prima fiammata del live. Il tema del fuoco qui è chiaro: è ciò che accende, consuma, distrugge ma rigenera. Come dice Annalisa: “Il tempo è un fuoco che mi consuma, ma sono io quel fuoco.”

Un blackout scenico prepara la transizione. Una sequenza dance martella la platea, i ballerini si agitano tra drum ed elettronica, poi gli schermi si riempiono di cascate d’acqua. Annalisa riappare in total black e scintille: è il momento di Tsunami, che scivola sulla platea come una marea emotiva. È la parte più eterea dello show con la super hit “Euforia”, Sweet Dreams – la sorprendente cover degli Eurythmics (già proposta a Sanremo 2024) e “Il mondo prima di te”. Qui Annalisa “da Fuoco diventa Fiume”: scorre, trascina, avvolge. La citazione a Borges prende forma visuale: “Il tempo è un fiume che mi trascina, ma sono io quel fiume.”
Prima di passare all’ultimo atto, Annalisa si siede al piano. La voce è nuda, sincera, vibrante. Nel medley trovano spazio brani che hanno segnato l’inizio del suo percorso: “Diamante lei e luce lui”, “Una finestra tra le stelle” e “Alice e il blu”. Salgono le luci, sale il ritmo: Sinceramente, l’amata Mon Amour, poi una sequenza di brani tratti da E io sono fuoco: “Esibizionista”, “Maschio”, “Emanuela”, “Piazza San Marco”. Si chiude sulle note di “Io sono” uno straordinario show che ha portato per la prima volta Annalisa all’interno della venue campana.
Lucia Romaniello
