Negramaro, 25 anni di musica e vita: Eboli in delirio per un concerto indimenticabile
I Negramaro incantano Eboli con scenografie spettacolari, omaggi a Dalla e Pino Daniele e lanciano dal palco un messaggio profondo di umanità sulle note de “L’immenso”
I Negramaro tornano a incantare Eboli a distanza di ben 6 anni dall’ultimo abbraccio con il pubblico della Campania. Ieri sera, al PalaSele, la band salentina ha regalato oltre due ore di musica, trasformando il live in uno scambio di energia pura con il pubblico. Un concerto che è stato molto più di uno spettacolo: un viaggio profondo dentro la mente, il cuore e le emozioni umane, tra ricordi, omaggi e messaggi di amore universale.
Dalle prime note di “Luna Piena” il pubblico ha subito percepito la magia di una band che, dopo venticinque anni di carriera, continua a reinventarsi senza perdere autenticità. A seguire, “Ricominciamo tutto” e “Contatto” hanno consolidato quel legame viscerale tra palco e platea, in un crescendo di emozione collettiva.
Al centro della scena, una maestosa testa gonfiabile con un visore ha dominato lo sguardo di tutti: simbolo della mente umana, della sua complessità e delle infinite sfumature che ci rendono unici. Su di essa si sono proiettati pensieri, sogni ed emozioni, mutando forma e colore al ritmo delle canzoni. Un’opera scenografica dinamica e interattiva, capace di adattarsi e trasformarsi con la musica, creando un vero dialogo visivo con i brani e intensificando l’esperienza emotiva del concerto.

Ph Alfonso Maria Salsano
Omaggio a Lucio Dalla a Pino Daniele
Uno dei momenti più intensi è arrivato quando Giuliano Sangiorgi, prima dell’iconica “Nuvole e lenzuola”, ha accennato con il pianoforte le note di “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla, un tributo sentito e delicato a uno dei grandi maestri della canzone italiana. Poi, l’atmosfera si è fatta intima: il pianoforte si è spinto fino alla fine della passerella e Giuliano, da solo, ha commosso il PalaSele con “Quel posto che non c’è” e “Solo per te”, in un abbraccio collettivo di voci e lacrime.
Non è mancato un toccante omaggio a Pino Daniele, con le note di “Mal di te”, seguito da un momento acustico che ha annullato ogni distanza tra la band e il pubblico. I Negramaro hanno regalato un medley acustico con “Un passo indietro”, “Tre minuti” e “Cade la pioggia”, avvolgendo il palazzetto in un’unica voce.
L’impegno e la speranza: “L’immenso” per i bambini di Gaza
Poi, la commozione si è trasformata in riflessione durante “L’immenso”, dedicata – come in ogni tappa del tour – ai bambini vittime delle guerre in Palestina. Un momento di pura umanità, dove la musica è diventata messaggio, speranza e preghiera.

Ph Angelo Tortorella
Il finale è stato un’esplosione di energia: “Via le mani dagli occhi” ha infiammato la folla mentre Giuliano lanciava un appello potente – “Bisogna mettere sempre le mani sul cuore, e mai nel posto sbagliato… davanti agli occhi” – prima di trascinare tutti nelle travolgenti “Mentre tutto scorre” e “Parlami d’amore”.
Il PalaSele ha così salutato i Negramaro con un lungo applauso, tra sorrisi, abbracci e occhi lucidi. “Venticinque anni che siamo insieme… abbiamo visto crescere tante generazioni. Grazie.” – ha detto Giuliano, chiudendo una serata indimenticabile.
Quando le ultime note di “Parlami d’amore” si spengono nell’eco del palazzetto, resta quella sensazione che solo loro sanno lasciare: la certezza che, anche se “cade la pioggia”, dentro ognuno di noi “c’è ancora il sole”. Dopo venticinque anni, i Negramaro continuano a ricordarci che la vita — come la loro musica — è un viaggio da vivere “mentre tutto scorre”.
Lucia Romaniello
