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Alla scoperta della musica trap in Italia

| 2023-10-13
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    Alla scoperta della musica trap in Italia

Nel primo podcast sulla storia della trap abbiamo parlato di cos’è la trap e come nasce, soffermandoci sul modello americano, in questo nuovo capitolo parleremo della trap in Italia

Da anni si parla in Italia di trap, un genere che viene etichettato solo come emblema di vizio,  droghe e di vita fuori dalle righe. Oggi è ormai un genere sdoganato per le nuove generazioni che ne fanno un modello di arte e cultura.

L’Italia Prima della Trap

 Il rapporto fra la musica rap italiana e l’hip hop americano è sempre stato un rapporto di interdipendenza. Dopo una prima fase legata all’impegno politico e alla denuncia sociale, il rap italiano ha sempre reinterpretato in modo autonomo le spinte artistiche provenienti da oltreoceano. Ad esempio citiamo i Sottotono e i Colle del Fomento che si sono sempre ispirati alla musica underground americana. Così gli artisti nel 2010 si appassionano al modello della trap che stava invadendo il mercato americano.

“I primi esperimenti trap in italia erano tentativi isolati all’interno di progetti artistici più ampi”

Un grande esempio di questi anni è sicuramente l’album intitolato Il ragazzo d’oro di Gué Pequeno uscito nel 2011 e che rappresenta un giusto mix  delle tendenze che animavano il mercato americano, tra queste proprio la trap. Per gli artisti italiani la trap, in questo periodo, rappresenta uno dei tanti sottogeneri della musica hip hop dai quali attingere. Solo in seguito una giovane ondata di artisti italiani si ispirerà solamente alla trap.

La Nuova scena Trap in Italia

Tra il 2014 e il 2015 la spinta trap in italia si fa sempre più forte nel panorama rap e da qui a poco usciranno moltissimi rapper che si faranno contaminare dalla trap. Il primo artista ad uscire con un album pieno di elementi trap è il cantante italo marocchino Maruego con l’Album Che ne sai nell’estate del 2014, all’ interno del quale c’è uno dei primi pezzi che in Italia fa parlare di trap intitolato Cioccolata. Pochi mesi dopo nell’autunno 2014 esce su You Tube il video del singolo di Sfera Ebbasta XDVR (Per Davvero) inserito nell’album omonimo. Quello di Sfera è un brano che per estetica e sonorità sarà modello per la musica che uscirà negli anni successivi. Nella primavera del 2015  è il turno del rapper italo tunisino Ghali che spopola anch’esso su You Tube con il singolo Cazzo Mene, prodotto da Charlie Charles. Sempre nel 2015 esce il Mixtape di Tedua Aspettando Orange Country. All’inizio del 2016 vengono fuori i lavori del gruppo romano composto da Tony Effe, Wayne, Santana e Dylan, la Dark Polo Gang con l’album Full Metal Dark. Poi è Rkomi a uscire con l’album Io in Terra e ancora Izi con Fenice. C’è da dire però, prima di parlare dei vari percorsi di questi artisti, che:

La linea di demarcazione che è stata spesso messa in evidenza tra rap e trap è di fatto una costrizione mentale e culturale.

La trap come già detto nel podcast precedente, sulla storia della trap in America, nasce come frutto del movimento hip hop e rap. Un movimento quello della trap che per alcuni artisti sarà l’etichetta sulla quale poggiarsi per essere definiti, per altri invece sarà solo un modello dal quale attingere. Da un lato il movimento trap in italia si sviluppa grazie al modello americano che fa da volano dall’altro è la stessa trap che in sé porta novità e nuovi temi che in Italia sono ancora tutti da scoprire. Le generazioni più vecchie hanno visto con disprezzo e repulsione questa nuova ondata innovativa.

La trap in Italia: il fenomeno Sfera Ebbasta

Ciò che balza subito all’occhio nella storia del trapper Sfera Ebbasta è il suo carattere visionario, il quale assieme all’amico producer Charlie Charles, ha saputo per primo cogliere quell’ondata made in USA.

Sfera è riuscito in un colpo solo a italianizzare la trap americana e rendere internazionale la trap italiana. In ogni suo disco è riuscito a intercettare e riproporre al pubblico italiano le tendenze stilistiche più interessanti del panorama globale.

Nel 2014 Sfera ha smosso con XDVR la scena italiana rielaborando la trap nata ad Atlanta. Il racconto crudo delle vicende della strada, i beat alienanti e l’uso sperimentale della voce con l’autotune, sono state le prerogative della musica di Sfera Ebbasta. Lo stesso lavoro avviene anche con i dischi successivi prima con l’Album intitolato proprio Sfera Ebbasta nel 2016 e poi con Rockstar nel 2018 e infine Famoso nel 2020, dove l’artista ha messo in luce la capacità di evolversi e crescere artisticamente. Sul modello di artisti americani come Lil Uzi Vert, Sfera farà uscire brani importanti sotto l’aspetto vocale come Notti e Figli di Papà. Nell’album Rockstar invece il modello va verso Lil Pump, si apre a una trap meno cupa rispetto ai dischi precedenti. Il singolo Pablo è invece l’esempio di come Sfera Ebbasta si sia aperto anche alle tendenze latin-trap e il suo album Famoso va proprio in questa direzione.

Ghali e la sua “trap-rap”

Ghali rappresenta un fenomeno atipico nel panorma rap-trap italiano. Se dal punto di vista del sound è anche lui figlio del mercato americano, dal punto di vista dell’immaginario, delle tematiche e nello stile nel rappare è lontano dalla trap. Tuttavia è anche lui figlio della nuova ondata trap che arriva in Italia a partire dal 2014 che ha stravolto il modo di far rap nel bel paese. L’esplosione vera e propria del fenomeno Ghali avviene nell’autunno del 2016 con l’uscita del singolo Ninna Nanna. Da Ninna Nanna si arriva poi nel 2017 con l’uscita del suo primo album intitolato neanche farlo apposta ALBUM. Quest’ultimo ha una maggiore musicalità nei beat che lo spingerà al grande pubblico. Nel 2018 il singolo Cara Italia diventa virale portando agli occhi del pubblico tematiche sociali e politiche molto importanti legate ai temi dell’immigrazione. Un rap quello di Ghali fortemente legato anche ai suoni africani essendo di origini tunisine e che evidenzia a suo modo le difficoltà di un artista italiano nato in Italia ma figlio di genitori stranieri. Poi l’uscita dell’album Dna nel 2020 e di Sensazione Ultra nel 2022 che hanno ancor di più confermato il successo di questo artista eclettico del panorama italiano.

Roma e il fenomeno Dark Polo Gang

Il fenomeno Dark Polo Gang ha sdoganato un nuovo modo di fare rap e messo in discussione tutta la musica che li ha preceduti.

Il modello della Dark Polo Gang non ha soltanto messo in risalto quei temi tipici della trap come l’ostentazione del lusso e l’utilizzo di sostanze stupefacenti, ma ha anche portato un nuovo approccio rispetto i temi più controversi e problematici che diventano il centro della loro narrazione. La particolarità dei suoni della Dark Polo Gang è frutto del grande lavoro del produttore Sick Luke, infatti le melodie distopiche e oscure del produttore romano hanno portato il rap italiano verso luoghi inesplorati. Altro aspetto peculiare del gruppo trap originario di Roma è il linguaggio. La Dark Polo Gang ha demolito i canoni di scrittura nel rap italiano: i continui errori metrici, l’assenza di storytelling e la mancanza di incastri elaborati hanno dato frutto a brani ben distanti dal rap così detto puro. Lo stile poi della Dark Polo Gang ha cambiato totalmente l’estetica del rap in Italia e i modelli genderfluid come Young Thug sono presenti anche nel modo di vestire con tute lunghe, abiti dai colori sgargianti e occhiali da donna. Infine l’utilizzo dei social della Dark Polo Gang è stato il simbolo di come il gruppo fosse avanti anche sotto l’estetica della comunicazione e così vicino ai più giovani, con un contatto sempre più stretto con il pubblico. Cosa che non si era mai vista fare prima di loro da altri trapper in Italia.

Il rap e la trap italiana non posso prescindere quindi da un prima e dopo DPG. 

A partire dall’album Crack Musica del 2016, per poi passare alla hit divenuta internazionale Sportswear sempre del 2016 fino ai successi più vicini al modello pop come Cambiare Adesso, la Dark Polo Gang potremmo dire che ha messo fine al provincialismo italiano della trap.                

La trap tra Genova e Milano

Tra Genova e Milano si va pian piano radicando un modello trap più elevato sul livello di testi e tematiche, che si affacciano sempre di più al tema dell’esclusione sociale. I tre artisti Tedua, Izi e Rkomi hanno segnato la fase di crescita più intensa della trap in Italia. Tedua proprio per essersi diviso artisticamente tra Genova e Milano è stato un punto di riferimento per tutta la scena, grazie la sua capacità di scrittura, il suo rappare e il suo comunicare con il pubblico. Partendo dal singolo Lingerie del 2017 fino all’ultimo album uscito questo giugno 2023 intitolato La Divina Commedia, Tedua si è imposto con il suo stile e i suoi testi sempre molto ricercati. Rkomi invece ha sviluppato la sua carriera all’insegna del cambiamento partendo da Milano prima con brani molto più rap con suoni anche trap come Io e in terra arrivando poi a toccare suoni più pop con l’album uscito nel 2021 Taxi Driver con grandi collaborazioni come Sfera Ebbasta, Irama, Gaia, Chiello, Shablo Gazzelle e Tommaso Paradiso e ottenendo la certificazione a Disco D’Oro dopo due settimane dall’uscita. Passiamo poi al rapper genovese Izi che con i suoi suoni cupi, la sua forte sperimentazione vocale e la sua grandissima abilità di scrittura si è imposto nella scena italiana. Partendo dal suo primo album nel 2016 Fenice e raggiungendo il successo con il singolo Chic, inserito proprio in quest’ultimo, passando per Aletheia uscito nel 2019, di cui ricordiamo il singolo 48h con Sfera Ebbasta, fino al suo ultimo album del 2020  Riot e le grandi collaborazioni con artisti del calibro di Fabri Fibra come nel brano Pazzo.

La Nuova Ondata Trap di questi ultimi anni

Dal 2016 iniziano a muoversi sulla scena nuovi artisti rap molto vicini ai suoni della trap come ad esempio Ernia con l’album No Hooks fino ai più recenti come l’album Gemelli del 2021 e il singolo Superclassico, e l’ultimo album del 2023 Io non ho Paura con la celebre hit radiofonica dai toni pop Parafulmini cantata con Bresh.

Un artista, Ernia, che è riuscito sempre a sperimentare con le sue barre e la sua scrittura che a primo acchito possono sembrare cupe ma che invece rappresentano il lato più profondo dell’animo dell’artista, con paura e dubbi esistenziali tipici delle nuove generazioni.

Passiamo adesso a Enzo Dong con il suo trap napoletano ha aperto il genere alle sonorità di Napoli con molti successi come Secondigliano Regna del 2017, ma anche la hit Bandito del 2019 cantata con la Dark Polo Gang.

Un genere, la trap,  che non ha lasciato indifferenti rapper del calibro di Marracash, Gue Pequeno, Fabri Fibra e Luchè che hanno subito compreso le potenzialità delle nuove generazioni.

Lo sviluppo di una scena hip hop più matura e unita a permesso ad artisti più emergenti di guadagnarsi la propria fetta di mercato.

Infatti una nuova ondata prende piede dal 2017 a partire da Salerno con Capo Plaza che sale sul grande palcoscenico con il singolo Sto Giù nel 2013, alla collaborazione con l’artista naturalizzata francese Aya Nakamura e la hit Pookie del 2018, fino agli ultimissimi successi con Non Fare Così del 2021 e Vetri Neri del 2023 cantata con Anna. Poi i vari Ketama126 che ibrida trap e grunge, Drefgold e infine da Milano esce fuori Lazza che oggi è uno dei massimi esponenti del genere trap in italia arrivato persino a portarlo a Sanremo con il brano Cenere. Come non dimenticare infine Shiva, Rhove, gli FSK, lo stesso Goelier, ma anche le trap queen tutte italiane come Beba, Anna che ha rivoluzionato il genere con la sua hit Bando del 2020, Chadia Rodriguez, Big Mama, il fenomeno MYSS Keta, la stessa Madame che si è fatta influenzare dalla trap con brani come Sciccherie.

A cura di Rocco Monetta

Una scena hip hop che non può quindi prescindere dai toni trap pensiamo soltanto al grande Show il Marraggeddon lanciato da Marracash tenutosi questo 2023 a settembre a Milano e Napoli, che ha rappresentato una grande vetrina per la scena italiana a livello internazionale e che ha mostrato al mondo, il livello generale dell’hip hop in Italia, dove, certamente la trap non è rimasta isolata, anzi ha avuto grande voce in capitolo.           





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